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Partita standard, fagiolata monumentale

I Jurassici attendevano e temevano da tempo la trasferta di Riccia. L’attendevano perché i simpatici ricciesi avevano promesso di ricambiare il quinto quarto che gli avevamo organizzato nella partita di andata, quando, al termine dell’incontro, durante il nostro usuale dopo-partita, abbiamo adagiato sul tavolo degli ufficiali di campo una calda, succulenta, porchetta intera.
Era invece temuta perché le vie per raggiungere Riccia ci erano ignote e si raccontavano terrificante storie di strade infestate da pirati della Malesia e indiani Cherokee. Per evitare brutte sorprese, quindi, abbiamo organizzato la trasferta in ogni particolare. Armati di carte nautiche che avevano aiutato Marco Polo a raggiungere le terre di Gengis Khan, provvisti di ogni moderno dispositivo tecnologico (sestante, cannocchiale e bussola), ci avviamo ad un lungo e periglioso viaggio verso la nostra destinazione.
Partiamo all’alba, tre giorni prima della partita. I muli non erano particolarmente comodi e veloci, ma promettevano di portare senza sforzo le nostre borse e ci lasciavano leggeri. Gli huskies trascinavano a fatica le slitte, il fatto che non ci fosse un acino di neve non li aiutava nel compito. Anche l’abbigliamento era curato nei minimi particolari. Gli uomini delle spedizioni alla ricerca del dirigibile del generale Nobile potevano sembrare turisti norvegesi a Phuket al confronto del nostro sfoggio di gore-tex, kevlar e tetra-pak. Un piccolo tributo alla tradizione era il grasso di balena che ci eravamo fatti saggiamente spalmare su tutto il corpo. Purtroppo, considerate le nostre moli, siamo ben consci di aver dato una bella botta alla prossima estinzione dei cetacei.
Subito dopo la partenza, sulla nostra pista incrociamo una carovana di tuareg che ci ferma e domanda la strada per Marrakesch, diamo loro qualche indicazione di massima (in fondo a destra) e li lasciamo alle nostre spalle. Passiamo le notte montando delle semplici tende da campo. Non c’era spazio per i confort a cui siamo abituati, una vita spartana, senza fronzoli, almeno per tre giorni. Le uniche concessioni erano la tv satellitare, il micro-onde, la doccia con idromassaggio (nessuno l’ha mai usata per la nota avversione dei jurassici nei confronti dell’igiene) e i materassi ad acqua. Anche le provviste erano razionate, ridotte all’osso. Proprio per evitare di caricare eccessivamente i nostri fidi muli, avevamo deciso di portare solo animali vivi (vitelli, maiali e galline), in grado quindi di muoversi da soli e rifornirci di carni fresche durante le nostre sei soste quotidiane dedicate ai pasti. Si perdeva un po’ di tempo per la macellazione, ma al contempo ci tenevamo in allenamento nel correre dietro le galline.
Il viaggio alla fine è stato tranquillo. Nessuna ombra di pirati o indiani. Le impervie strade praticabili solo da muli di alta montagna si sono rivelate larghe come autostrade californiane. I temuti tornanti non si sono fatti vedere. Anche la partenza anticipata è risultata improvvida. Arriviamo addirittura un’ora prima della partita. Aspettavamo una capanna di fango con il tetto di paglia, invece il palazzetto è nuovo, pulito, grande come un campo di calcio.

Ma chi erano questi intrepidi avventurieri, partiti verso l’ignoto, che hanno osato attraversare terreni inospitali abitati da popolazioni ostili? Un manipolo di coraggiosi che non aveva paura di nulla. Perché niente poteva fargli paura dopo che avevano affrontato con sfrontata avventatezza l’ira delle loro donne, arrivate ormai allo stremo per l’ennesima trasferta rovina-week-end.
La lotta più dura per essere dei nostri l’aveva combattuta Gennaro. I suoi racconti sulle minacce di oscure pratiche voodoo avevano atterrito la comitiva prima della partenza, il movimento delle mani dalla consorte era qualcosa a metà tra un ballo della Cuccarini e John Travolta in Pulp Fiction, la formula magica veniva dritta dritta da una oscura tradizione azteca: “Questa è l’ultima volta”. L’indomita volontà di Gennaro ha però sparecchiato ogni dubbio e, con ancora il terrore che albergava nel suo cuore, si è unito alla carovana..

Alla fine, nonostante le numerose defezioni, ci presentiamo a Riccia con un quintetto decente: Pasqualino, Galileo, Gennaro, Cosimo e un ritrovato Ernesto, tornato dalle spiagge del Trentino in piena forma, come peraltro risulta evidente dal tabellino riportato di fianco a queste righe.
In tocco di vitalità e gioventù arrivava dagli Under Mario e Michelone (mobile e vitale come una colonna del Partenone). A completare la truppa c’erano Michele R., Pasqualone e Edenio: il classico special team da trasferta.
La partita non è stata particolarmente eccitante. Facciamo subito un piccolo break nel primo periodo, poi cominciamo a ruotare i cambi con risultati sconfortanti. Chiudiamo il primo tempo con Pasqualino seduto in panchina ed una cricca di esagitati in campo che riesce a dilapidare gran parte del vantaggio.
Dopo il ritratto a carboncino ed acquerello di metà partita riprendiamo con il quintetto e riallunghiamo vistosamente. Diamo di nuovo spazio alle seconde linee. Stavolta la caduta è meno evidente. Loro provano a pressare dopo aver passato tre quarti di partita ad imitare la nostra zona sistemando anche sacchetti di sabbia a protezione del canestro. La pressione è piuttosto ruvida. Ai giocatori del Riccia non difetta certo il fisico. Anche i contatti più innocui diventano pesanti come cariche di un rinoceronte col mal di denti. Ne fa le spese Pasqualone, vittima di una involontaria gomitata all’occhio che lo costringe ad uscire dal campo per evitare di allagare di sangue il campo.
Chiudiamo con il Riccia in rimonta e noi che ci incartiamo nel tentativo di far segnare tutti.

Arriva anche il dopo-partita tanto atteso. E non rimaniamo delusi. Dopo un gustoso antipasto di rustici arriva la tanto anticipata pasta e fagioli. Evidentemente a Riccia soffrono di una rara sindrome di gigantismo: grossi i loro pivottoni, grande il palazzetto, gigantesco il ‘callaro’ che conteneva pasta e fagioli. Ce n’era tanta da sfamare un reggimento di ussari dello Zar. Dopo numerosi bis il pentolone conteneva ancora pasta per far sfamare senza problemi tutta la popolazione del Molise centrale.

In conclusione, una bella serata, una partita vinta dopo il capitombolo della scorsa settimana. Poteva andare peggio. Sabato prossimo abbiamo un’altra trasferta, molto più insidiosa, in quel di Venafro. Dobbiamo prevenire possibili nuove defezioni, per questo forniamo a tutti i jurassici una lista di buone scuse per lasciare che le loro donne aprano i lucchetti delle nostre catene ancora una volta. Ognuno usi quella che più gli si addice:
  • ”Vado in missione umanitaria a Haiti a portare sollievo e conforto ai colleghi ingegneri”
  • ”Vado a compilare l’Unico 2010 per una famiglia Rom in un accampamento sull’Appia antica.”
  • ”Vado a correre la famosa maratona di Venafro, puoi controllare, la danno anche su Sky”
  • ”Vado a Berlino per partecipare al Gay Pride, ma tanto che sono gay te n’eri già accorta da sola, no?”
  • ”Vado un attimo a comprare le sigarette, c’è un tabacchino a Venafro che fa i saldi.”
  • ”Sabato sera a Venafro c’è il concerto di Pupo, special guest Gianni Nazzaro, non voglio perdermelo.”
PS. Abbiamo lasciato il referto a Riccia, i punti di Pasqualino, Gennaro e Galileo sono solo ‘stimati’. Gli altri sono corretti, soprattutto quello di Ernesto.

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Forum libero: Riccia - Jurassic Team
Edè    (inviato il 01/02/10 15:01)
A grande richiesta (una), pubblico una versione più migliore assai del 'dipinto' in alto.
riccese    (inviato il 01/02/10 17:50)


sto piegato in due dalle risate!!!! mi son perso 1 super partita... oltre ke un super quinto tempo!!!

ps. sono 1 giocatore (assente) di RICCIA
Edè    (inviato il 01/02/10 18:19)
Ciao 'riccese'.
Mica potresti farci avere i nostri tabellini dal referto? Eravamo troppo presi dalla pasta e fagioli ed abbiamo dimenticato lì il nostro referto rosa.
Ern    (inviato il 01/02/10 22:40)
Edè...vuoi scommettere anche tu che a Venafro segno almeno 14 punti ?
Alf.    (inviato il 02/02/10 12:27)
Non avevate detto che giocavate a calcetto??
Manager    (inviato il 03/02/10 09:19)
Ede'... vuoi scommettere anche tu che... la terra è "piatta" ed il sole le gira intorno?
15a Giornata
Exit Comm. Isernia Basket Ripa 64 59
Motel Roberto CB Airino Basket 81 65
Basket Bojano Faga Venafro 94 82
Basket Riccia Jurassic Team 50 70
Riposa: Pentria Services IS
 


Jurassic Scores  15a giornata
A. Jurassico Punti Partite Media
66 Pasquale Pellegrino 24 26 15,2
71 Gennaro Mucciarella 16 5 6,6
81 Galileo Cannarsa 10 27 7,8
60 Edenio Rosati 6 11 1,7
93 Mario Marone 5 12 4,7
93 Michele Celenza 3 18 1,7
65 Ernesto Storto 2 27 5,8
64 Cosimo Romagnuolo 2 27 4,5
80 Michele Romano 2 6 0,7
64 Pasquale Santangelo 0 6 0,3
Età media (under esclusi): 41 anni.
 
Classifica alla 15a giornata
Squadra P G F S D
Jurassic Team 20 13 851 692 159
Exit Comm. Isernia 20 13 829 712 117
Motel Roberto CB 18 14 934 870 64
Basket Bojano 16 13 907 837 70
Airino Basket 14 13 872 827 45
Pentria Services IS 14 13 737 700 37
Faga Venafro 10 14 877 950 -73
Basket Ripa 8 13 758 802 -44
Basket Riccia 0 14 599 974 -375
 
Tutte le partite
27 Basket Riccia Jurassic Team 53 56
26 Jurassic Team Motel Roberto CB 62 70
25 Jurassic Team Airino Basket 79 71
24 Faga Venafro Jurassic Team 65 70
23 Jurassic Team Exit Comm. Isernia 63 54
21 Basket Ripa Jurassic Team 51 61
20 Pentria Services IS Jurassic Team 60 64
19 Jurassic Team Basket Bojano 71 56
18 Jurassic Team Airino Basket 82 78
17 Jurassic Team Basket Ripa 69 53
16 Faga Venafro Jurassic Team 63 84
15 Basket Riccia Jurassic Team 50 70
14 Jurassic Team Pentria Services IS 51 55
13 Basket Bojano Jurassic Team 60 74
11 Jurassic Team Motel Roberto CB 62 47
10 Exit Comm. Isernia Jurassic Team 47 70
9 Airino Basket Jurassic Team 70 91
8 Basket Ripa Jurassic Team 60 70
7 Jurassic Team Faga Venafro 74 44
6 Jurassic Team Basket Riccia 62 35
5 Pentria Services IS Jurassic Team 55 52
4 Jurassic Team Basket Bojano 58 53
2 Motel Roberto CB Jurassic Team 59 69
1 Jurassic Team Exit Comm. Isernia 48 57
 

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